martedì 5 maggio 2009

Distrazione Leggera

Dopo la parentesi del fotoritoco ( e vi avviso, non è ancora finita quindi attenzione che vi farò ancora spaventare con le mie schifezze XD ) torno a proporvi i miei racconti brevi. Quello che andrò a pubblicare oggi è stato scritto poco dopo "Un viaggio verso casa", quindi diciamo a ottobre-novembre. Godetevi questo racconto e se vi sono errori di qualche tipo non esitate a segnarali così posso correggerli!


Distrazione Leggera

Era leggermente nervoso, e lo si poteva notare da quel tic che ormai lo accompagnava da qualche anno: quando era assorto nei suoi pensieri, continuava ad arricciare il naso ad intervalli regolari, quasi fosse un orologio che costantemente faceva ticchettare le sue lancette.
La testa continuava ad arrovellarsi con strane teorie che potessero spiegare quanto aveva appena visto. Come aveva fatto Cristina a conoscere quell’individuo di Alessio, e sopratutto, da quanto si conoscevano per essere così intimi?
Quei paranoici pensieri furono interrotti bruscamente da delle urla. Nel parco in cui si trovava, due uomini avevano iniziato una rissa. Non li conosceva, però era stranamente attratto da quell’animalesco atto: che fosse una lite a per una donna? Qualche mancato pagamento? Un’offesa personale? L’uno aveva tentato di derubare l’altro? La curiosità era tantissima, e quella situazione cadeva proprio a fagiolo per distrarlo dai suoi pensieri. Con fare cauto, si avvicinò al piccolo gruppo di persone che si era formato intorno ai due “combattenti”. Erano due uomini, il primo biondo, alto circa un un metro e settanta, corporatura esile ma in forma, indossava una maglietta a maniche corte e dei pantaloncini da calcio, probabilmente stava facendo jogging prima del fatto; il secondo invece era decisamente più alto, probabilmente un metro ed ottanta, capelli castani, corporatura abbastanza robusta ma comunque asciutta e sportiva, questo indossava invece un completo elegante, insomma giacca e cravatta. Operatore di uno sportello bancario? Rappresentante? Dirigente d’azienda? Mah...
Il ragazzo biondo, che nella sua testa aveva rinominato “mister A”, stava egregiamente tenendo testa al massiccio “mister B”: i due continuavano costantemente a scambiarsi offese di vario genere, e nel mentre volava qualche pugno o sberla; la cosa buffa era appunto che mentre mister B pareva metterci molto impegno e forza nello sferrare i colpi, mister A li bloccava e schivava invece con un’agilità e naturalezza fuori dal comune, quasi non avesse fatto altro nella vita.
La scenetta nell'insieme gli scatenò una grossa risata, naturalmente interiore visto che temeva che, esternando quel sentimento, i due litiganti si sarebbero concentrati su di lui. Sembrava quasi di vedere uno di quei film comici in bianco e nero, di quelli muti con i sottotitoli.
Ma perchè quella lotta? Non lo aveva ancora compreso in effetti, così decise di chiedere spiegazioni ad una signora anziana che stava in prima fila a godersi lo spettacolo, si insomma quelle classiche vecchiette ficcanaso, che sanno sempre tutto di tutti. Quando pronunciò le fatidiche parole, gli occhi dell’anziana si illuminarono, quasi non aspettasse altro. Da quello che aveva capito, mister A, mentre faceva jogging, aveva alzato una piccola nuvola di fumo nei pressi della panchina in cui era coricato mister B; questo gli aveva fatto presente il misfatto ma a quanto pare, mister A stava ascoltando della musica e non aveva udito il richiamo. A quel punto, il belligerante mister B si era alzato e aveva sferrato uno spintone al biondino, facendolo ruzzolare atterra. Insomma, una scaramuccia di quelle che si sentono al telegiornale, dove a volte finisce che uno accoltella l’altro. Fortunatamente la situazione non era degenerata a tal punto, ma era comunque interessante notare come due individui adulti, per un fatto di così scarsa rilevanza, avessero alzato tutto quel siparietto.
Così, nella sua mente, iniziarono nuovamente a muoversi i pensieri, questa volta però relativi a mister A e mister B: non riusciva proprio a comprendere il loro comportamento, sarebbe stato quasi tentato di fermare i due litiganti ed intavolare con loro un profondo discorso sul perchè delle loro azioni, sul come mai tutta quella rabbia era scaturita da un così semplice atto; voleva in poche parole, analizzare profondamente la psiche dei due individui, fino ad individuare il motivo scatenante.
Quando ritornò alla realtà, dopo una lunga sessione di “arricciamento di naso” , notò che la folla si era ormai diradata, e mister A e B se ne erano andati. Era finito tutto per il meglio a quanto pare...”Vabbè, sarà per la prossima rissa al parco”, pensò ad alta voce. Dopodichè raccolse una foglia da terra ed iniziò ad incamminarsi verso il parcheggio, assorto nuovamente nei suoi pensieri.

martedì 28 aprile 2009

Photoshop - Esperimenti 3!

Ed ecco un altro lavoro ancora, realizzato questa volta sotto richiesta di un amico. Si trattava di realizzare una firma per un forum con tema Oboro Muramasa, un videogioco action uscito per ora solo in Giappone per Wii. Ma non del gioco si parla in questa sede quanto piuttosto del fatto che ho dovuto smazzarmi assai per ritagliare adeguatamente l'immagine visto che gli artwork erano veramente complessi e particolareggiati. MA...Dall'alto della mia abnorme esperienza photoshoppiana (?) ho saputo sopperire al problema ed ecco l'immagine bella e pronta!

Soggetto 1


Soggetto 2


Sfondo


Immagine ultimata


venerdì 24 aprile 2009

Photoshop - Esperimenti 2!

Ieri mi sono messo di nuovo a pasticciare con Photoshop. Dovevo realizzare un'immagine per un editoriale video che io ed altri due ragazzi della redazione di VGNetwork teniamo ogni settimana. Logicamente si tratta di un immagine di Dante Alighieri, che ironicamente ho mascherato, per modo di dire, giusto per scherzare un poco! Eccovi quindi l'immagine prima e dopo il trattamento!

Immagine di partenza


Immagine ultimata


giovedì 23 aprile 2009

Photoshop - Esperimenti!

Ok avevo detto che avrei pubblicato i miei racconti brevi all'interno di questo blog...Però nonostante questo mi è venuta voglia di inserire, come avrete già visto, anche altro: per esempio discussioni su fatti di attualità o... I miei esperimenti, molto rudimentali sia chiaro, con Photoshop. Eh si, dopo tanto tempo che non toccavo il famosissimo programma per il fotoritocco ho deciso di smanettarci un pochetto su... Sono ancora inesperto come l'ultima volta su cui ci avevo messo le mani eh, però ogni tanto fa comodo tenersi in allenamento! Quindi vi propongo la schifezza che ho realizzato ultimamente, l'avrò fatta credo la settimana scorsa se non sbaglio, proponendovi anche le immagini di partenza. Buona visione e perdonatemi se il risultato finale fa troppo schifo X°D

Immagine di background


Immagine del soggetto


Risultato finale




domenica 19 aprile 2009

Un viaggio verso casa

Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento. Dopo la piccola parentesi fatta con il precedente intervento, continuo a proporvi uno dei miei racconti brevi. Si tratta di "Un viaggio verso casa", realizzato se non erro verso settembre/ottobre 2008. E' ancora uno dei primi che ho realizzato, ma lo preferisco già di più rispetto al precedente! Buona lettura quindi ^^


Un viaggio verso casa

La macchina frenò dolcemente, alzando un discreto polverone nel viale sterrato. Quando aprì la portella vide quel paesaggio che tanto gli era caro, quel paesaggio che non vedeva da ormai tre anni. Scaricata la piccola valigia, si avviò lungo il viale alberato di pioppi: il passo era lento, quasi volesse godersi ogni singolo momento del suo ritorno a casa. Quel luogo, così carico di ricordi, così evocativo era rimasto praticamente intatto, ed il tempo non lo aveva minimamente scalfito. I tre anni trascorsi negli Stati Uniti sembravano quasi un ricordo lontano, un sogno, un piccolissimo frammento di esistenza; eppure era sceso dall’aereo giusto qualche ora prima.
All’improvviso una dolce brezza iniziò ad accarezzargli il viso, era delicata e rinfrescante. Quella sensazione gli riportò alla mente piacevoli ricordi d’infanzia, come quando da piccolo, durante i caldi pomeriggi d’estate, usava coricarsi all’ombra di quegli enormi alberi e lasciarsi cullare dal vento ma soprattutto dalla fantasia.
Il passo, così solenne ed apparentemente inarrestabile, subì però una brusca interruzione: dinanzi ai suoi occhi si stagliava la carcassa bruciacchiata di un albero. Non era un albero qualunque, no. Quello era l’albero su cui avevano stretto la loro promessa. Si, lo riconosceva bene, le incisioni erano ancora parzialmente visibili: come un fulmine a ciel sereno, i ricordi si riaccesero in lui. All’improvviso, le figure di due bambini che giocano, di due ragazzi che parlano dei primi amori, di due uomini che si stringono una promessa all’ombra di quell’albero secolare.
Ma non aveva tempo per i ricordi, la sua camminata continuò qualche secondo dopo, di nuovo solenne, di nuovo inarrestabile; l’espressione del suo volto era però mutata, si era fatta più seria, più crucciata.
La villa gia si intravedeva alla fine dell’interminabile viale alberato, così imponente, così grande ma apparentemente così vuota e priva di vita. Eccola, la casa della sua infanzia, della sua adolescenza, della sua intera vita. Il chiacchiericcio di due donne, le urla di bambini che giocano...No, non era poi così vuota, la vita ancora dimorava al suo interno. Ad un tratto però osservò quella finestra in alto, all’ultimo piano della villa: era chiusa. Una lacrima scese sul suo volto, l’espressione era di nuovo mutata, ora nostalgica ma serena al contempo. Ecco perchè se ne era andato: lui non c’era più, portato via nel fuore degli anni, durante il periodo più bello della sua vita. La promessa suggellata all’ombra di quell’albero, che ormai non era altro che un tronco senza vita, era però stata mantenuta, e non aveva più nulla da rimpiangere...

martedì 14 aprile 2009

Bollettino di...Sciacallaggio!

E' passata circa una settimana dalla tragedia che ha colpito l'Abruzzo: un potente terremoto si è abbattuto sulla città dell'Aquila e d'intorni, causando la distruzione di moltissimi edifici e purtroppo anche la morte di quasi 300 persone. Giorni molto tristi per il nostro paese quindi, dove in molti, anche se non coinvolti direttamente, hanno sentito il bisogno di offrire il loro supporto ai terremotati contribuendo con offerte monetarie, in viveri, abiti e molto altro ancora, dimostrando come l'Italia riesca fortunatamente ad essere unita almeno nel momento del bisogno.
Ma... Questo intervento nel mio blog non è per niente volto a trattare la tragedia nel suo specifico, ne ad elogiare la misericordia dell'italiano medio. Fatta quindi questa piccola premessa, andiamo al clou della questione.

Sciacalli. Il termine che mi viene in mente è solo questo. E non parlo di quei criminali andati a derubare le case ormai abbandonate dell'Aquila. Sto parlando di altri sciacalli. Avete già capito vero? Beh si, sto parlando proprio dei telegiornali ed in generale dell'informazione pubblica. Nemmeno il tempo di sfollare le persone dalla città che frotte e frotte di giornalisti assetati di scoop si sono fiondati sul luogo. Telecamere ad ogni angolo, reportage ad ogni piccola news. Ora comprendo che un telegiornale debba offrire un adeguato servizio d'informazione, ed anzi gli approfondimenti svolti talvolta saranno sicuramente stati utili alle famiglie che avevano parenti nelle zone colpite dal sisma, ma in certi momenti non si è forse esagerato? Non si è forse toccato il fondo del barile, raschiato ed iniziato a scavarci sotto quando i giornalisti andavano di forza ad intervistare persone ancora in stato di shock, in lacrime o peggio ancora ferite, chiedendo informazioni su quanto era avvenuto con oltretutto una certa insistenza? Non è forse squallido vedere un'informazione pubblica che va alla ricerca della tragedia più grossa per riuscire ad ottenere il maggior numero di ascolti rispetto al notiziario concorrente? Ma d'altra parte è così che accade la maggior parte delle volte e questa ultima settimana ne è stata l'ennesima prova. Sono stati sette giorni di saturazione mediatica sull'argomento: non sono bastati i telegiornali a bombardarci di notizie, si sono messi in mezzo programmi come Porta a Porta e tutti i loro “parenti”. Una situazione veramente vomitevole, scusate il termine, nella quale il terremoto in Abruzzo si è tramutato da “dramma” a “gallina dalle uova d'oro”.
E qui si ritorna quindi alla questione sollevata all'inizio: sono sciacalli! Si dimostra sdegno per coloro che hanno derubato le abitazioni ormai abbandonate? Bene, io direi di dimostrarlo anche per l'informazione pubblica italiana, che come di consueto, ha strumentalizzato l'ennesima tragedia e non ha mostrato il benché minimo rispetto per le vittime ed i loro familiari. Squallido, veramente squallido.

“E ricordiamo ai gentili ascoltatori che durante il giorno del sisma, il nostro TG è stato quello con il più alto numero di ascolti! Arrivederci e buona giornata da tutto lo staff!”

07/04/2009 TG1 – Edizione del mezzogiorno

sabato 4 aprile 2009

Il suo ultimo anno

Premessa
Il brano non ricordo con precisione quando è stato scritto...Credo, se non ricordo male, verso maggio 2008. E' stato il primo in assoluto che ho realizzato da quando mi sono cimentato a scrivere racconti brevi. Buona lettura, e scusate quindi se non è un granchè :p

Il suo ultimo anno


"Yellow submarine, Yellow submarine”


Quel maledetto motivetto continuava a girargli per la testa ormai da diverso tempo e, anche a causa del caldo e del sole ormai alto, non riusciva più a riprendere sonno. Il vero motivo di quel disagio era però un altro: quello era il primo giorno dell’ultimo anno da adolescente.

Leo, così veniva chiamato Leonardo Carbetta dagli amici, non era un tipo superstizioso ma anzi, alla fortuna ci credeva ben poco. Tuttavia sentiva dentro di sé una strana sensazione, come se l’esito dell’intero anno si basasse unicamente sull’andamento di quella giornata. “Bell’inizio di merda” aveva esclamato una volta sceso dal letto, ed ecco che con fare di chi ha appena ricevuto un pugno nello stomaco, si accinse a rovistare nell’armadio in cerca di qualcosa da mettere. Voleva essere il più ben vestito possibile, così da lasciare a bocca aperta quegli antipatici dei suoi compagni di classe, per lo più appartenenti alla Padova perbene, e con tanta puzza sotto il naso. Questi però non erano gli unici che voleva stupire: il suo obiettivo principale, come è logico aspettarsi da un ragazzo diciottenne, era quello di riuscire a farsi notare da Cristina, una sua compagna di classe verso cui non aveva ben chiari i sentimenti che provava, ma per la quale nutriva una grande ammirazione. Ammirazione forse un po’ sprecata tuttavia, poiché la ragazza era tutt’altro che la persona che Leo aveva idealizzato nei suoi pensieri.

Una volta vestitosi con un paio di Jeans stretti ed una maglietta dell’Hard Rock Cafè Parigi, simbolo del viaggio con gli amici durante l’estate, si avviò verso la cucina per fare la sua consueta colazione a base di the e biscotti. Ad aspettarlo però non vi era la madre bensì un biglietto:


“Scusami tesoro ma ho dovuto aprire il negozio in anticipo per una cliente, ti lascio i soldi per la colazione. Baci Mamma!”


Letto il biglietto, si voltò di scatto verso il gatto che dormiva pigramente sulla sedia: “Fantastico, oggi non vuole proprio girare eh?”. L’animale alzò un attimo la testa, osservò stordito il suo interlocutore, dopodichè tornò a dormire. Leo a quel punto prese i 5€ che giacevano sotto il biglietto della madre e decise di dirigersi con il suo motorino verso la scuola. Una volta giunto al garage, si accorse però che aveva lasciato il casco al piano superiore, cos’ì, tutto di corsa poiché era ormai tardi, salì e scese le scale nel giro di pochi secondi. Il motorino, un Phantom vecchio di cinque anni e con ormai più di sessantamila chilometri sulle spalle, partì fortunatamente al primo colpo. Al semaforo sotto casa imboccò la superstrada che quel lunedì era insolitamente sgombra dal traffico. Alla vista di tale desolazione, un pensiero gli balzò spontaneo:“ Ti pare che noi siamo gli unici sfigati che iniziano il 4 settembre?”. In effetti il ragazzo aveva ragione, il suo istituto, la scuola di ragioneria Marconi, era l’unico che quell’anno aveva fissato l’inizio dell’anno scolastico una settimana prima rispetto al calendario adottato da tutta la provincia di Padova. Il motivo era molto semplice: il preside, tale Simone Andreoli, un individuo sulla cinquantina pelato e dal vestire stravagante, oltre che ad essere un grande donnaiolo ed appassionato di barche a vela, aveva una spasmodica attrazione verso la stampa e gli obiettivi , e sperava con quel subdolo stratagemma di attirare qualche TV o giornale locali. Leo aveva visto poche volte quel singolare individuo ma, al contrario dei suoi compagni di scuola, nutriva una certa simpatia verso quell’uomo che gli ricordava tanto le scimmiette che si vedono spesso nei circhi.

Il ragazzo era talmente intento ad immaginarsi il preside in un circo a fare la scimmia, che per poco non mancava l’uscita che portava al centro di Padova. Dopo qualche istante di panico quindi, tutto si era risolto in una brusca frenata che fortunatamente non ebbe conseguenze.

Una volta arrivato all’istituto, il ragazzo parcheggiò il motorino nel solito posto a lui “riservatogli” ormai da quattro anni, notando che la bici di Cristina era parcheggiata poco lontano. Si avviò così tutto euforico verso l’ingresso, e durante il tragitto notò subito una figura familiare che lo salutava da lontano. A causa del sole negli occhi però, non riusciva a capire chi fosse fino a quando non se la trovò davanti. Quando realizzò la persona che stava fissando, un brivido gli attraversò tutta la schiena: era Clara, una ragazza fatalmente bella ma dalla reputazione tutt’altro che rispettabile. Alta circa un metro e settantacinque, aveva una folta criniera rossa, occhi azzurri come il cielo, con labbra carnose ed un naso a patatina, un seno prorompente (Leo aveva calcolato circa una quarta) sempre in bella vista grazie a scollature mozzafiato ed un paio di gambe che avrebbero fatto invidia anche alla più bella delle top model. Perché allora tale reazione di paura nei confronti della tanto bella e disponibile Clara? Beh è semplice, la ragazza , sempre abituata ad ottenere tutto quello che voleva grazie al suo corpo, provava una forte attrazione nei confronti di Leo. Il ragazzo però, odiava profondamente questo suo modo di fare spregiudicato ed aggressivo, tanto che cercava in tutti i modi di evitarla, e la cotta per Cristina contribuiva sicuramente ad accentuare la considerazione negativa verso Clara.

Leo, dopo essere stato muto per qualche secondo, salutò la ragazza bruscamente, dopodichè cono fare impacciato si allontanò il più velocemente possibile. A tale reazione Clara era ormai abituata, ma gia nella testa stava architettando un qualche subdolo modo per riuscire a far cadere il ragazzo fra le sue braccia. Dopo essersi ripreso dallo shock, Leo si diresse verso la sua classe: la 5° BI (sezione B, corso Igea) che quest’anno si trovava al secondo piano. Non avendola vista in giro, il ragazzo pensò che Cristina doveva gia essere in classe, e durante le scale fece un piccolo resoconto dei sentimenti che effettivamente provava per lei, realizzando che forse era venuto il momento di confessarle il suo “amore”.

“Ecco, 5° BM, qui dentro vivrò l’ultimo anno di adolescenza, qui dentro vivrò un anno fantastico!” pensò tra se e se, dopodichè aprì la porta con fare deciso ed entrò. Quello che lo aspettava dentro però, era tutt’altro che fantastico. C’era si Cristina, e a quanto pare non era sola…

martedì 31 marzo 2009

Benvenuti nel nuovo blog!

Salve a tutti, sono Giacomo e vi do il benvenuto nel mio nuovo blog!
Nuovo ma sicuramente non il primo. In passato ne ho aperti già altri, ottenendo però scarsi successi. Spero quindi questa volta di essere più fortunato!

Quel che basti sapere
Cosa c'è da sapere sul sottoscritto? Beh non moltissimo: sono nato nella città di Padova, in Veneto ed abito in un paesino della periferia. Infanzia tranquilla, adolescenza un po' meno...Ma nel globale niente di problematico! Ho frequentato le scuole medie a Casalserugo, mentre per le scuole superiori ho scelto l'ITCS PF Calvi, una scuola di ragioneria situata a Padova. Mi sono diplomato nel 2008 ed ora, dopo mille indecisioni sulla facoltà da scegliere, sto frequentando il corso di laurea in Informatica presso scienze Matematiche, Fisiche e Naturali sempre qui a Padova.

I miei interessi
Esaurito l'argomento istruzione, è ora di parlarvi dei miei interessi. Sono una persona a qui piace provare un po' di tutto, e che non riesce a fossilizzarsi su di un'unica cosa. Il quantitativo di "cose" che seguo ne è forse la conferma: videogiochi, musica, film, telefilm, anime, manga, scrittura, informatica ed altro ancora...Insomma forse dovrei concentrarmi di più su alcune cose anzichè altre, ma sono fatto così e difficilmente cambierò ^^

Di cosa mi occupo
Oltre a studiare informatica e a coltivare i miei interessi, faccio anche altro. Lavoro infatti come redattore in un sito internet dedicato ai videogiochi e sono caposezione della divisione XBox 360. Per tutti coloro non sapessero di cosa sto parlando, beh la cosa è molto semplice: io dirigo un piccolo "manipolo" di redattori, ai quali assegno articoli da realizzare che spaziano da recensioni, speciali, anteprime ed altro ancora. Mi occupo poi di raccogliere il tutto, correggerlo ed inserirlo nella sezione del sito dedicata alla console di cui mi occupo! Ah e naturalmente, anche io scrivo articoli! Il sito in questione, per chi fosse interessato, è il seguente: www.vgnetwork.it e mi troverete sotto il nome di Giacomo "true Gek" Quadrio.
Non è la mia prima esperienza lavorativa in questo campo: sono ormai nell'ambiente da circa quattro anni, ed ho girato un po' di portali prima di giungere definitivamente a VGNetwork. Posso farvi alcuni nomi: games.it, spaziogames.it, ndsclub.it, vgclub.it .
Tuttavia, non mi occupo soltanto di videogiochi: per contribuire alle spese universitarie e per vivere più agiatamente, lavoro da circa sei mesi in una pizzeria come pizzaiolo. He he, strano vero? Dalla scrittura alla cucina!

Perchè aprire un blog
Il motivo per cui apro questo blog è molto semplice: tutti i precedenti tentativi hanno miseramente fallito, nel senso che o non li aggiornavo, o non avevo visitatori, o non li aggiornavo da talmente tanto tempo che scordavo addirittura la pass per accedervi.
No beh, a parte gli scherzi, il vero motivo per cui ho preso la decisione è di poter pubblicare i miei lavori. E non le recensioni che realizzo per il sito, quelle hanno già l'adeguata visibilità. Sto parlando dei miei racconti brevi, si perché mi piace pure scrivere. Sia chiaro, sono abbastanza inesperto ancora, ma spero piano piano di affinare le mie capacità!

Buona lettura del blog quindi! Spero di offrirvi del materiale al più presto!