Dopo la parentesi del fotoritoco ( e vi avviso, non è ancora finita quindi attenzione che vi farò ancora spaventare con le mie schifezze XD ) torno a proporvi i miei racconti brevi. Quello che andrò a pubblicare oggi è stato scritto poco dopo "Un viaggio verso casa", quindi diciamo a ottobre-novembre. Godetevi questo racconto e se vi sono errori di qualche tipo non esitate a segnarali così posso correggerli!
Distrazione Leggera
Era leggermente nervoso, e lo si poteva notare da quel tic che ormai lo accompagnava da qualche anno: quando era assorto nei suoi pensieri, continuava ad arricciare il naso ad intervalli regolari, quasi fosse un orologio che costantemente faceva ticchettare le sue lancette.
La testa continuava ad arrovellarsi con strane teorie che potessero spiegare quanto aveva appena visto. Come aveva fatto Cristina a conoscere quell’individuo di Alessio, e sopratutto, da quanto si conoscevano per essere così intimi?
Quei paranoici pensieri furono interrotti bruscamente da delle urla. Nel parco in cui si trovava, due uomini avevano iniziato una rissa. Non li conosceva, però era stranamente attratto da quell’animalesco atto: che fosse una lite a per una donna? Qualche mancato pagamento? Un’offesa personale? L’uno aveva tentato di derubare l’altro? La curiosità era tantissima, e quella situazione cadeva proprio a fagiolo per distrarlo dai suoi pensieri. Con fare cauto, si avvicinò al piccolo gruppo di persone che si era formato intorno ai due “combattenti”. Erano due uomini, il primo biondo, alto circa un un metro e settanta, corporatura esile ma in forma, indossava una maglietta a maniche corte e dei pantaloncini da calcio, probabilmente stava facendo jogging prima del fatto; il secondo invece era decisamente più alto, probabilmente un metro ed ottanta, capelli castani, corporatura abbastanza robusta ma comunque asciutta e sportiva, questo indossava invece un completo elegante, insomma giacca e cravatta. Operatore di uno sportello bancario? Rappresentante? Dirigente d’azienda? Mah...
Il ragazzo biondo, che nella sua testa aveva rinominato “mister A”, stava egregiamente tenendo testa al massiccio “mister B”: i due continuavano costantemente a scambiarsi offese di vario genere, e nel mentre volava qualche pugno o sberla; la cosa buffa era appunto che mentre mister B pareva metterci molto impegno e forza nello sferrare i colpi, mister A li bloccava e schivava invece con un’agilità e naturalezza fuori dal comune, quasi non avesse fatto altro nella vita.
La scenetta nell'insieme gli scatenò una grossa risata, naturalmente interiore visto che temeva che, esternando quel sentimento, i due litiganti si sarebbero concentrati su di lui. Sembrava quasi di vedere uno di quei film comici in bianco e nero, di quelli muti con i sottotitoli.
Ma perchè quella lotta? Non lo aveva ancora compreso in effetti, così decise di chiedere spiegazioni ad una signora anziana che stava in prima fila a godersi lo spettacolo, si insomma quelle classiche vecchiette ficcanaso, che sanno sempre tutto di tutti. Quando pronunciò le fatidiche parole, gli occhi dell’anziana si illuminarono, quasi non aspettasse altro. Da quello che aveva capito, mister A, mentre faceva jogging, aveva alzato una piccola nuvola di fumo nei pressi della panchina in cui era coricato mister B; questo gli aveva fatto presente il misfatto ma a quanto pare, mister A stava ascoltando della musica e non aveva udito il richiamo. A quel punto, il belligerante mister B si era alzato e aveva sferrato uno spintone al biondino, facendolo ruzzolare atterra. Insomma, una scaramuccia di quelle che si sentono al telegiornale, dove a volte finisce che uno accoltella l’altro. Fortunatamente la situazione non era degenerata a tal punto, ma era comunque interessante notare come due individui adulti, per un fatto di così scarsa rilevanza, avessero alzato tutto quel siparietto.
Così, nella sua mente, iniziarono nuovamente a muoversi i pensieri, questa volta però relativi a mister A e mister B: non riusciva proprio a comprendere il loro comportamento, sarebbe stato quasi tentato di fermare i due litiganti ed intavolare con loro un profondo discorso sul perchè delle loro azioni, sul come mai tutta quella rabbia era scaturita da un così semplice atto; voleva in poche parole, analizzare profondamente la psiche dei due individui, fino ad individuare il motivo scatenante.
Quando ritornò alla realtà, dopo una lunga sessione di “arricciamento di naso” , notò che la folla si era ormai diradata, e mister A e B se ne erano andati. Era finito tutto per il meglio a quanto pare...”Vabbè, sarà per la prossima rissa al parco”, pensò ad alta voce. Dopodichè raccolse una foglia da terra ed iniziò ad incamminarsi verso il parcheggio, assorto nuovamente nei suoi pensieri.
La testa continuava ad arrovellarsi con strane teorie che potessero spiegare quanto aveva appena visto. Come aveva fatto Cristina a conoscere quell’individuo di Alessio, e sopratutto, da quanto si conoscevano per essere così intimi?
Quei paranoici pensieri furono interrotti bruscamente da delle urla. Nel parco in cui si trovava, due uomini avevano iniziato una rissa. Non li conosceva, però era stranamente attratto da quell’animalesco atto: che fosse una lite a per una donna? Qualche mancato pagamento? Un’offesa personale? L’uno aveva tentato di derubare l’altro? La curiosità era tantissima, e quella situazione cadeva proprio a fagiolo per distrarlo dai suoi pensieri. Con fare cauto, si avvicinò al piccolo gruppo di persone che si era formato intorno ai due “combattenti”. Erano due uomini, il primo biondo, alto circa un un metro e settanta, corporatura esile ma in forma, indossava una maglietta a maniche corte e dei pantaloncini da calcio, probabilmente stava facendo jogging prima del fatto; il secondo invece era decisamente più alto, probabilmente un metro ed ottanta, capelli castani, corporatura abbastanza robusta ma comunque asciutta e sportiva, questo indossava invece un completo elegante, insomma giacca e cravatta. Operatore di uno sportello bancario? Rappresentante? Dirigente d’azienda? Mah...
Il ragazzo biondo, che nella sua testa aveva rinominato “mister A”, stava egregiamente tenendo testa al massiccio “mister B”: i due continuavano costantemente a scambiarsi offese di vario genere, e nel mentre volava qualche pugno o sberla; la cosa buffa era appunto che mentre mister B pareva metterci molto impegno e forza nello sferrare i colpi, mister A li bloccava e schivava invece con un’agilità e naturalezza fuori dal comune, quasi non avesse fatto altro nella vita.
La scenetta nell'insieme gli scatenò una grossa risata, naturalmente interiore visto che temeva che, esternando quel sentimento, i due litiganti si sarebbero concentrati su di lui. Sembrava quasi di vedere uno di quei film comici in bianco e nero, di quelli muti con i sottotitoli.
Ma perchè quella lotta? Non lo aveva ancora compreso in effetti, così decise di chiedere spiegazioni ad una signora anziana che stava in prima fila a godersi lo spettacolo, si insomma quelle classiche vecchiette ficcanaso, che sanno sempre tutto di tutti. Quando pronunciò le fatidiche parole, gli occhi dell’anziana si illuminarono, quasi non aspettasse altro. Da quello che aveva capito, mister A, mentre faceva jogging, aveva alzato una piccola nuvola di fumo nei pressi della panchina in cui era coricato mister B; questo gli aveva fatto presente il misfatto ma a quanto pare, mister A stava ascoltando della musica e non aveva udito il richiamo. A quel punto, il belligerante mister B si era alzato e aveva sferrato uno spintone al biondino, facendolo ruzzolare atterra. Insomma, una scaramuccia di quelle che si sentono al telegiornale, dove a volte finisce che uno accoltella l’altro. Fortunatamente la situazione non era degenerata a tal punto, ma era comunque interessante notare come due individui adulti, per un fatto di così scarsa rilevanza, avessero alzato tutto quel siparietto.
Così, nella sua mente, iniziarono nuovamente a muoversi i pensieri, questa volta però relativi a mister A e mister B: non riusciva proprio a comprendere il loro comportamento, sarebbe stato quasi tentato di fermare i due litiganti ed intavolare con loro un profondo discorso sul perchè delle loro azioni, sul come mai tutta quella rabbia era scaturita da un così semplice atto; voleva in poche parole, analizzare profondamente la psiche dei due individui, fino ad individuare il motivo scatenante.
Quando ritornò alla realtà, dopo una lunga sessione di “arricciamento di naso” , notò che la folla si era ormai diradata, e mister A e B se ne erano andati. Era finito tutto per il meglio a quanto pare...”Vabbè, sarà per la prossima rissa al parco”, pensò ad alta voce. Dopodichè raccolse una foglia da terra ed iniziò ad incamminarsi verso il parcheggio, assorto nuovamente nei suoi pensieri.

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